19 febbraio, 2008

Bavarese alla vaniglia con gelatina al mandarino

...un dolcetto per colmare il mio silenzio e, chissà, forse anche il vostro stomaco! =D
sono in pieno caos... cerco di non perdermi tra i numerosi cambiamenti che mi stanno travolgendo... nuovo lavoro... nuova casa.... meno male che qui è sempre qui! eheh
Intanto un pezzo di me è qui, su Glamour (addirittura!!!eheheeh)
ahh... dimenticavo! ho un sacco da studiare per adesso... tutta la discografia dei Subsonica! che venerdì ci sarà il concerto! non posso arrivare impreparata! ;D
Ingredienti: per 6 persone, per la gelatina: 25 gr di scorza di mandarino a julienne (raschiando via l'albedine); 1 cucchiaio di gelatina/ 500ml di succo di mandarino filtrato/ 150 gr di zucchero/ mezzo cucchiaino di acqua di fiori d'arancio (per chi lo volesse, può aggiungere qualche cucchiaio di brandy); per la bavarese: 5 tuorli/ 50gr di zucchero vanigliato/ 1 cucchiaio di gelatina/ 250 ml di latte/ 1 bastoncino di vaniglia/300 ml di panna montata
per la gelatina: sbollenta la julienne di mandarino per 3-4 minuti; sciogli la gelatina in un cucchiaio di succo di mandarino freddo. In un tegame fai bollire il succo, lo zucchero e la gelatina. Togli il tegame dal fuoco e aggiungi la julienne di mandarino e l'acqua di fiori d'arancia (e il brandy, se vuoi). Versa negli stampini, leggermente unti, un centimentro circa di gelatina; trasferisci in frigo.
per la bavarese: sciogli la gelatina in poca acqua fredda. Sbatti a lungo i tuorli con lo zucchero in una bastardella (che poi userai per finire la cottura della crema a bagnomaria), fino ad ottenere un composto gonfio e pallido. Metti in un tegame il latte con il bastoncino di vaniglia inciso; quando sta per bollire togli dal fuoco e versa sulle uova con lo zucchero. Poni questa crema sul fuoco a bagnomaria; mescola costantemente fino a quando si addensa. Quando al crema sarà densa (tanto da velare il cucchiaio) toglila dal fuoco e aggiungi la gelatina sciolta e mescola per bene. Trasferisci il tegame con la crema in un contenitore pieno di ghiaccio e mescola fino a quando si rossoderà sui bordi. Incorpora con grande pazienza e delicatezza la panna montata (non zuccherata!) e versa la bavarese negli stampini con la gelatina. Fai refrigerare in frigo per almeno 6 ore.

05 febbraio, 2008

Gnocchi alla liquirizia con ragù di triglie e trevigiano

Sono felice di questa prova... avevo in mente gli gnocchi alla liquirizia da moltissimo tempo, finalmente li ho fatti... devo dire che la liquirizia, nelle dosi da me usate, si percepisce appena, addolcisce piacevolmente l'impasto degli gnocchi e aggiunge una nota "fresca", a tratti "mentolata"... avendoli provati e immaginati in altre possibili versioni, mi sento di poter suggerire anche un abbinamento con funghi porcini oppure noci... ad ogni modo, il ragù di triglia e trevigiano sta molto, molto bene...

Ingredienti: per 5-6 persone, per gli gnocchi, 500gr di patate/100 gr di farina e altra qb/1 uovo/2 cucchiaini di farina di liquirizia/un pizzico di sale/ per il ragù, 5-6 triglie grandi o il doppio se trovate quelle piccoline/1 radicchio trevigiano/1 spicchio d'aglio/vino bianco per sfumare/prezzemolo/ sale & pepe

Prepara il condimento: sfiletta le triglie ed elimina quante più spine possibili; fai un soffrittino con uno spicchio di aglio diviso a metà e un paio di cucchiai di olio evo; aggiungi la triglia ridotta in minuti pezzetti e il radicchio in sottili striscioline; sfuma con un dito di vino bianco; allunga con un dito di acqua bollente, sale e lascia cuocere per 5 minuti; poco prima di finire la cottura completa con del prezzemolo tritato.

Prepara gli gnocchi: fai bollire in abbondante acqua salata le patate con tutta la buccia; appena saranno cotte, scolale, ed elimina la buccia; schiacciale con un passapatate, lasciandole cadere sulla superficie su cui poi le lavorerai (possibilmente in marmo). Versa sopra le patate schiacciate e distese, la farina setacciata, 2 cucchiaini di farina di liquirizia, un pizzico di sale, 1 uovo. Lavora velocemente (a quanto pare gli gnocchi sono tanto più buoni, quanto meno vengono impastati), se necessario aggiungi dell'altra farina (la quantità di farina che ho indicato è infatti del tutto approssimativa... la quantità necessaria è legata ad innumerevoli variabili tra cui, soprattutto, la qualità di patata utilizzata e la quantità di acqua che questa assorbe; ad ogni modo, considerate che dovrete ottenere un impasto liscio ed omogeneo, che non si appiccichi alle mani); una volta pronto l'impasto, non c'è bisogno di farlo riposare, invece con una tasca da pasticceria e delle forbici iniziate a far cadere gli gnocchi in abbondante acqua salata bollente. Quando saliranno a galla saranno pronti. Sollevateli con un mestolo forato, versateli nei piatti e conditeli con il ragù di triglia e trevigiano.