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20 ottobre, 2008

Triglie scottate su vellutata di lenticchie e finocchietto selvatico

In questa ricetta coniugo due elementi fondamentali della gastronomia della Trinacria e delle sue isolette...il pesce e i legumi! E' chiaro immaginare che il pesce, i molluschi e i crostacei facciano parte delle nostre preparazioni, ma qualcuno forse non immagina che altrettanto diffusa è la pratica dell'agricoltura "no limits", soprattutto negli arcipelaghi disseminati tra Tirreno e canale di Sicilia, in cui da terreni aridi, aspri e assai difficili si ottengono prodotti di altissima qualità, come i capperi di Pantelleria, che hanno scelto la roccia vulcanica per crescere o le lenticchie di Ustica e Linosa che amano quei fazzoletti di terra arida... ed ecco che le materie prime, di terra e mare, entrano nelle cucine delle casalinghe, dei semplici appassionati come me, ma anche dei grandi chef, per combinarsi in modo insolito ed insospettabile e raccogliere usanze, odori e colori di tutta una terra in un piatto!
Ingredienti: per 3 persone, 250 gr di lenticchie/1 cipolla bianca/40 gr di finocchietto selvatico fresco/ 3 triglie/100 gr di pomodorini/1 costa di sedano/acqua qb/ olio evo/peperoncino
In un tegame fai soffriggere mezza cipolla, il sedano a tocchetti e il peperoncino, quando saranno appassiti aggiungi i pomodorini tagliati a metà e il finocchietto selvatico tagliato grossolanamente (utilizza solo le foglie e la parte tenera dei gambi); mescola per insaporire gli ingredienti e infine aggiungi le lenticchie; copri con abbondante acqua calda. Lascia cuocere, mescolando di tanto in tanto, per almeno 40 minuti. Durante la cottura, se necessario, aggiungi dei mestoli di acqua bollente. Sala solo alla fine.
Passa le lenticchie al passaverdure e poi al setaccio. Intanto eviscera le triglie, privale delle squame, sfilettale ed elimina le spine centrali; in una padella antiaderente, in cui avrai versato un filo di olio evo, scotta i filetti di pesce, appoggiandoli sul lato esterno, quello con la pelle, per due minuti, poi dopo aver spento il fuoco, gira i filetti dall'altro lato e lascia che si completi così la loro cottura. Aggiusta di sale. Componi il piatto, guarnisci con del finocchietto selvatico fresco e completa con un filo di olio evo a crudo.
P.S. Questo piatto è buonisssssimo! :)

05 febbraio, 2008

Gnocchi alla liquirizia con ragù di triglie e trevigiano

Sono felice di questa prova... avevo in mente gli gnocchi alla liquirizia da moltissimo tempo, finalmente li ho fatti... devo dire che la liquirizia, nelle dosi da me usate, si percepisce appena, addolcisce piacevolmente l'impasto degli gnocchi e aggiunge una nota "fresca", a tratti "mentolata"... avendoli provati e immaginati in altre possibili versioni, mi sento di poter suggerire anche un abbinamento con funghi porcini oppure noci... ad ogni modo, il ragù di triglia e trevigiano sta molto, molto bene...

Ingredienti: per 5-6 persone, per gli gnocchi, 500gr di patate/100 gr di farina e altra qb/1 uovo/2 cucchiaini di farina di liquirizia/un pizzico di sale/ per il ragù, 5-6 triglie grandi o il doppio se trovate quelle piccoline/1 radicchio trevigiano/1 spicchio d'aglio/vino bianco per sfumare/prezzemolo/ sale & pepe

Prepara il condimento: sfiletta le triglie ed elimina quante più spine possibili; fai un soffrittino con uno spicchio di aglio diviso a metà e un paio di cucchiai di olio evo; aggiungi la triglia ridotta in minuti pezzetti e il radicchio in sottili striscioline; sfuma con un dito di vino bianco; allunga con un dito di acqua bollente, sale e lascia cuocere per 5 minuti; poco prima di finire la cottura completa con del prezzemolo tritato.

Prepara gli gnocchi: fai bollire in abbondante acqua salata le patate con tutta la buccia; appena saranno cotte, scolale, ed elimina la buccia; schiacciale con un passapatate, lasciandole cadere sulla superficie su cui poi le lavorerai (possibilmente in marmo). Versa sopra le patate schiacciate e distese, la farina setacciata, 2 cucchiaini di farina di liquirizia, un pizzico di sale, 1 uovo. Lavora velocemente (a quanto pare gli gnocchi sono tanto più buoni, quanto meno vengono impastati), se necessario aggiungi dell'altra farina (la quantità di farina che ho indicato è infatti del tutto approssimativa... la quantità necessaria è legata ad innumerevoli variabili tra cui, soprattutto, la qualità di patata utilizzata e la quantità di acqua che questa assorbe; ad ogni modo, considerate che dovrete ottenere un impasto liscio ed omogeneo, che non si appiccichi alle mani); una volta pronto l'impasto, non c'è bisogno di farlo riposare, invece con una tasca da pasticceria e delle forbici iniziate a far cadere gli gnocchi in abbondante acqua salata bollente. Quando saliranno a galla saranno pronti. Sollevateli con un mestolo forato, versateli nei piatti e conditeli con il ragù di triglia e trevigiano.

05 dicembre, 2007

AGGIORNAMENTO (in fondo al post!) Lungo le strade di Montalbano...e di Iron Blog!

Iron Blog, per poco mi partivano le coronarie!
Posso postare la ricetta adesso?... direi di sì! ma perchè sono perennemente in ritardo?!
Ecco la mia storia sulla sfida di Iron Blog: sabato, di buon mattino (saranno state le 10) decido di leggere la mia posta, trovo una serie di mail... comincio a leggere in ordine dalla più vecchia...nella prima, la mia adorabile sfidante Viviana, mi chiedeva perplessa notizie sugli ingredienti... beh, in effetti il giorno della gara si avvicinava... continuo a leggere...oddio... gli ingredienti erano già stati scelti!! io me ne stavo ancora lì sdraiata placidamente??? schizzo dal letto tipo terremotata, occhio sgranato, in giro non vedo altro che triglie, finocchietto, riso e uva passa... per 15 minuti mi interrogo sul perchè dell'uva passa... mi arrovello sulle possibili combinazioni... ho pensato di tutto, dalla girandola di triglie con sformatino di riso Venere, al risotto limone finocchietto e triglie, all'arancina di triglie e finocchietto... indecisione pazzesca! di una cosa ero super sicura, bisognava aggiungere i pinoli, perchè per me quei due sono marito e moglie, al pari di Ginger Rogers e Fred Astaire, Stanlio e Ollio! c'è chi da piccolo credeva che uva passa e pinoli crescessero insieme nella stessa pianta!
Dopo aver riacquisito lucidità ho partorito questo piatto:
TIMBALLINO DI TRIGLIE CON SALSA AL FINOCCHIETTO SELVATICO

Ingredienti: per 4 porzioni 250gr riso Carnaroli- 600 gr di triglie- unbel mazzetto di finocchietto- un cucchiaio di uva passa- un cucchiaio di pinoli- zafferano in pistilli- olio evo- sale (per il fumetto, resti delle triglie sfilettate, acqua, pistilli di zafferano, uno spicchio d'aglio, qualche pomodorino secco, prezzemolo, olio evo, sale qb)

Sfiletta le triglie e tienile da parte; con le lische e le teste fai un fumetto leggero, mettendo un pò d'acqua, dei pistilli di zafferano, uno spicchio d'aglio, qualche pomodorino secco e del prezzemolo, lascia cuocere per 30 minuti circa, aggiusta di sale, poi filtra il tutto. Fai tostare il riso in un ampio tegame, sfuma con il fumetto elascia cuocere aggiungendo di volta in volta altri mestoli di fumetto caldo. A metà cottura aggiungi l'uva passa. Aggiusta di sale. Il riso sarà pronto in circa 15 minuti. Alla fine aggiungi al risotto dei pinoli precedentemente tostati. Fodera uno stampino da forno con i filetti di triglia. Metti il riso all'interno dello stampino e passa in forno preriscaldato a 200° per circa 8-10 minuti. Intanto prepara la salsa: sbollenta del finocchietto in acqua salata (pochi minuti, giusto il tempo di fare sprigionare il suo aroma) poi passa velocemete in acqua ghiacciata per bloccare la cottura e mantenere il colore brillante; sgocciola il finocchietto e frullalo al mixer con un filo d'olio fino ad ottenere una salsa (se necessario aggiungi un pò della loro acqua di cottura), infine filtra con il colino cinese, per avere una salsa liscia, che ridurrai brevemente sul fuoco, per aumentarne la densità. Componi il piatto, versa sul fondo la salsa a specchio, capovolgi il timballino, completa con pinoli tostati e pistilli di zafferano.

Adesso mi rimetto al giudizio del grandissimo chef Ciccio Sultano, che già solo il nome mi fa paura... (e al vostro, miei meravigliosi lettori!)

AGGIORNAMENTO

Finalmente la sfida si è conclusa... ohhh! Uno dei miei chef preferiti, ovvero il grandissimo e originalissimo Ciccio Sultano, ha premiato il piatto della mia sfidante. Ho perso, ma in realtà anche io ho vinto ( e questo lo capirete al punto 4)! :D

Intanto, tanto di cappello a tutti e due! Mi inchino a chi più di me ne sa... però, qui sono a casetta mia, e devo/posso dire due cose, anzi 4:

1. Fare il timballino è una stupidaggine, non ci vuole poi così tanta maestria secondo me (e poi non si richiedeva una ricetta semplice, ma una ricetta!), ergo, voi lettori non vi scoraggiate e provate la ricetta, che è facilissima! (è vero che certe volte mi avventuro in piatti difficili, vedi gli involtini di pesce sushi-style... sarà colpa della mia deformazione professionale... ragazzi sono un chirurgo io! anzi un micro-chirurgo!!)

2. Riguardo al tempo di cottura, devo dire che ho provato a cuocere il timballino in 3-4 minuti, ma con un forno normale di casa, la triglia resta cruda... gli 8 minuti, sarà colpa del mio forno fasullo, li ho trovati necessari ahimè! Dunque per chi avesse un forno normale, purtroppo devo continuare a consigliare 8 lunghi minuti di cottura!

3. Per il mio gusto personale eviterei l'uva passa... se devo dire la verità, secondo me, eliminarla potrebbe essere una buona idea!

4. La mia vittoria personale l'ho avuta perchè per me era importante il giudizio sull'armonia degli ingredienti! olè! e per l'occasione, mi mostro a chi mi legge! che io sti lettori li adoro! mwa!

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