24 luglio, 2008

Vi presento la pesca Tabacchiera!

Ecco a voi il mio ultimo acquisto! Si tratta di una rara varietà di pesche che cresce rigogliosa alle pendici vulcaniche dell'Etna. Forse la più profumata in commercio, dalla forma singolare, schiacciata sui due lati, proprio come una tabacchiera. La polpa è bianca, dolce e morbida, il nocciolo piccolo, più piccolo di quello delle albicocche! E' un presidio Slowfood e se vi dovesse capitare di incontrarla non perdete l'occasione di assaggiarla, ne vale davvero la pena! Ottima da tavola e per preparare dolci... con il chiletto ho comprato penso sperimenterò a breve una crostata! Da cui, aggiornamento di questo post!

18 luglio, 2008

Confettura di pesche e karkadè

...perchè iniziare la giornata con la propria confettura è un'altra cosa :) ... così genuina, così inaspettatamente buona! ...si è rivelato molto buono anche il karkadè, che oltre a colorare tutto di un bel rosso, ha anche donato una nota fiorita... per chi nn lo sapesse, il karkadè, anche noto come fiore di ibisco, nasce come pianta arbustiva originaria dell’Africa tropicale, di cui si utilizzano i fiori gialli dal calice rosso carnoso. Dall'infusione dei suoi petali si ottiene una bevanda rinfrescante e dissetante, lievemente acidula e dal colore rosso intenso...inoltre, non contiene principi stimolanti (caffeina o altro) ma solo rinfrescanti, e per questo, tradizionalmente nei lunghi viaggi, gli africani ne tengono in bocca un fiore secco... io mi sono ritrovata sotto ai denti qualche suo fiore secco -anzi rinvenuto- stamattina nella mia marmellata... e nn era male!! ..e non ero in viaggio!
Per due vasetti, 750-800 gr di pesche a pasta gialla, 300 gr di zucchero, 10 gr di karkadè, la scorza e il succo di mezzo limone nn trattato, un paio di semi di cardamomo.
Acquistate un kg di pesche a pasta gialla, per ottenerne 800 gr circa senza buccia e in minuti tocchetti. Immergete i barattoli in acqua fredda, ponete sul fuoco il tegame a fiamma bassa e lasciate sobbollire per circa 10 minuti; poi spegnete il fuoco, estraete i barattoli, avendoli fatti prima raffreddare un pò; asciugateli perfettamente con un panno pulito (questa operazione è fondamentale per la buona riuscita della conserva. Su consiglio di Cristiana, che ha lasciato un utile pizzino su questo post, bisogna lavare BENE con sapone per stoviglie i barattoli, sciacquarli bene e lasciarli bagnati, metterli sul piatto del microonde e far asciugare per 10 minuti a massima potenza). Ponete sul fuoco, a fiamma bassissima, le pesche, la scorza grattugiata di mezzo limone e il suo succo, qualche seme di cardamomo e 10 gr di karkadè, dal bollore lasciate sul fuoco per una decina di minuti, mescolando sempre.
Trascorsi i 10 minuti, eliminate il cardamomo e aggiungete lo zucchero, mescolate bene e cuocete per circa 15-20 minuti, fino a quando la confettura avrà raggiunto la giusta consistenza (per testare ciò, versate un cucchiaino di confettura su un piatto pulito, inclinate il piatto e valutate la velocità di scivolamento, alla giusta consistenza lo farà molto lentamente!).
Spegnete il fuoco, trasferite la confettura, ancora bollente, nei barattoli, colmandoli; chiudeteli bene, capovolgeteli e lasciateli raffreddare (per essere più sicuri bollite i barattoli: immergeteli di acqua fredda, avvolti in canovacci separati, e ponete il tegame sul fuoco a fiamma molto bassa; dal bollore lasciate sul fuoco per una decina di minuti, poi spegnete e lasciate che si raffreddino sempre immersi nella stessa acqua; dopo questa operazione potrete conservare la vostra marmellata per oltre un anno e magari aprirla un freddo mattino di febbraio per fare un tuffo nei profumi della bella stagione; se invece non riuscirete a resistere, rallegrate subito le vostre colazioni estive, ma badate a conservare i barattoli in frigorifero e consumare tutto nel giro di un mesetto ;)

05 luglio, 2008

Alla scoperta del jackfruit!

Mi sono fatta una cultura! Ebbene, per quello che ho capito, si tratta del frutto più conosciuto al mondo! Siamo davvero una minoranza a non saperne parlare! E' coltivato in tutta l'Asia del sud, in Australia, alle Hawaii, in Africa, Brasile, Suriname, India, Giamaica e Trinidad, ed è il frutto nazionale del Bangladesh e dell'Indonesia! ...alla faccia! Piacere Sig. Jackfruit!
L'abero del jackfruit appartiene al genere dell' Artocarpus, dove "artos" deriva del greco e vuol dire "pane" e "karpos", "frutto", in riferimento al gusto dei suoi frutti dopo la cottura. Si tratterebbe dell'albero da frutti più imponente del mondo, un jackfruit può pesare fino a 36 Kg!
L'odore del frutto con tutta la buccia ricorda quello della cipolla marcia! (wow! fantastico!) ma poi il frutto all'interno sa inaspettatamente di ananas... con aroma però più mite e meno succoso. Aprendolo si trova una parte fibrosa che separa diversi fruttini, dalla buccia gialla e sottile, che poi sarebbero quelli che ho trovato io sciroppati.
All'interno di ciascun frutto si trova un grosso nocciolo, che si presta a vari utilizzi. Infatti questi semi possono essere cucinati come i legumi o essere arrostiti, in quel caso, si dice, ricordino le nostre caldarroste. Beh...interessante.. giusto per saperne parlare...

P.S. A me il jackfruit non piace! :) e con questo post si inaugura la rubrica "cos'è??".. che mi sembra una cosa simpatica!

28 giugno, 2008

Doppi involtini di gamberi e alga nori

... per fare questi involtini cercavo delle cialde di riso, mi sono persa per negozietti di cibi orientali, ho fatto amicizia con tutti gli Srilankesi immigrati a Palermo e mi sono fatta rifilare i cibi più assurdi, tra cui un frutto, tale jackfruit, a cui potrei pure essere mortalmente allergica (pensandoci bene sarà prudente mangiarlo in compagnia!!)... alla fine le cialde non le ho trovate e sostituite con questi magnifici fogli di brik, fatti invece con farina di frumento... questo è un doppio involtino (per una doppia croccantezza!;D), arrotolato appunto in due fogli di brik separati da una striscia di alga nori e ripieno di vermicelli di riso conditi con gamberi e verdure.. un ottimo antipasto orientale! ottimo anche inzuppato nella salsa di soia! :) Con quest'alga fritta il sapore mi ricorda un sacco quello dei futomaki tempura rolls... buonissimiiii!!
Sono anche molto facili e veloci da preparere... non vi occorrà più di mezz'ora!

Ingredienti per 6 involtini: 300 gr di vermicelli di riso; 250 gr di gamberoni; 1 zucchina; mezzo porro; 1 carota; 1 foglio di alga nori; cialde di riso o fogli per brik; olio di semi

Ponete per 15 minuti i vermicelli in acqua tiepida, poi scolateli e cuoceteli in acqua bollente salata per 3 minuti; scolate bene. Intanto soffriggete in un cucchiaio di olio evo il porro a rondelle, unite i gamberoni a pezzetti e lasciate colorire per un minuto, aggiustate di sale. A parte riducete carota e zucchina in minutissimi cubetti. In una ciotola unite vermicelli cotti, porro e gamberoni, carote e zucchine e mescolate bene. Tagliate i fogli per brik in due, bagnate leggermente il foglio in acqua e sgocciolatelo. Disponete al centro del foglio i vermicelli conditi, avvolgeteli piegando prima le estremità superiore ed inferiore, poi le laterali; tagliate una strisciolina di alga nori, ponetela attorno all'involtino e avvogente di nuovo il tutto con un altro foglio di brik. Ripetete l'operazione per tutti gli involtini. Infine, friggete in abbondante olio di semi bollente. Servite con della salsa di soia.

P.S. Un consiglio, prepate gli involtini al momento perchè freddandosi perderanno gran parte della loro croccantezza!

21 giugno, 2008

Paella di verdure

La paella in tutte le sue versioni è un cibo che adoro! Questa di verdure l'ho preparata ieri sera per alcuni amici... ha avuto successo! Sì che erano affamati, però lucidi... e tutti davano pareri positivi!! Invece riguardo al secondo è bene porre delle riserve ai loro elogi profusi... non credo fossero più in grado di intendere e volere... avevano già sul groppone ben 5 bottiglie di vino! Il mondo non poteva che sorridergli a quel punto...
Tornando alla paella, trovo sia un ottimo primo (come questa di verdure, che rimane leggera e può essere seguita da un secondo) o piatto unico che ci possiamo giocare quando abbiamo un certo numero di invitati a cena, infatti si può preparare con qualche ora di anticipo, ripresa in forno ventilato a 180°con qualche cucchiaiata di brodo qualche minuto prima di servirla... oppure direttamente servita a temperatura ambiente... calcolate che per praparla occorrerà circa 1 ora! e ovviamente una larga padella per paella!
Ingredienti: per il brodo di pollo, pezzi di pollo/un paio di carote/una costa di sedano/1 pomodoro/ 1 cipolla/1lt d'acqua/sale
per la paella, 1 melanzana/1 peperone rosso/300 gr di fagiolini spuntati/1 porro/1 spicchio d'aglio/1 cucchiaino di curry/1 bustina di zafferano in fili/400 gr di riso Roma/ pepe/olio evo/sale qb/ 1 lt di brodo di pollo che avrete preparato prima
Preparate un brodo di pollo, ponete in una casseruola, carote, cipolla, sedano e pomodoro divisi grossolanamente in pezzi, il pollo con tutta la pelle, circa un litro d'acqua, sale e pepe e lasciate cuocere a fiamma bassa per almeno 50 minuti. Eliminate di tanto in tanto la schiuma che si formerà in superficie. Trascorso il tempo necessario, filtrate il brodo e tenetelo da parte.
Per la paella, tagliate a cubetti la melanzana, lasciando la buccia, ponetela in acqua e sale per una decina di minuti (in modo che perdano l'amaro e non si scuriscano), poi sciacquateli un paio di volte e asciugateli. Riducete in pezzi nn troppo piccoli il peperone, avendo prima eliminato i filamenti bianchi interni e i semini. Dividite a metà i fagiolini spuntati. Affettate il porro e in tre pezzi lo spicchio d'aglio; fate un soffritto di porro e aglio con qualche cucchiaiata di olio evo in una larga padella per paella.

Aggiungete al soffritto i cubetti di melanzana, i pezzi di peperone e i fagiolini; cuocete a fiamma medio-bassa, mescolando spesso, per almeno 20 minuti (considerate che i fagiolini sono crudi... vedendo quelle verdure così ostinatamente crude anche dopo 10 minuti buoni di cottura vi sembrerà di aver sbagliato qualcosa... invece non è così! Aggiungete invece qualche mestolino di brodo caldo, il pomodoro tagliato a pezzetti, salate, pepate e continuate a mescolare. Quando si saranno ammorbidite un pò alzate la fiamma per farle dorare). Appena le verdure saranno pronte, aggiungete il riso, lasciatelo tostare per bene a fiamma medio-alta, poi abbassate il fuoco, untite 600 ml di brodo di pollo, lo zafferano in fili e il curry, mescolate un pò, poi coprite (con della stagnola se nn trovate un coperchio così grande) e lasciate cuocere per 10 minuti, senza mai mescolare. Trascorsi i dieci minuti, scoperchiate, mescolate e a fiamma bassa, proseguite la cottura per altri 10 minuti circa; aggiustate di sale e pepe

P.S. ..adesso leggo "il curry è una miscela di aromi e spezie di origine indiana, tostati in padella e poi pestati finemente, dalla composizione molto variabile, che nel proprio paese di origine si chiama masala" ... ecco cosa è il masala! Da non anagrammare in salama, che invece è calabrese!!Non esiste un ricetta esatta per comporre il curry, gli ingredienti classici di questo miscuglio: la curcuma, responsabile del colore giallo oro rilasciato durante la cottura dei cibi, lo zenzero, il cardamomo, il coriandolo, il pepe nero, il cumino, la noce moscata, il fieno greco, i chiodi di garofano, la cannella, lo zafferano e il peperoncino! meraviglioso!

23 maggio, 2008

Ei fu.

...ecco cosa ne è rimasto di una parmigiana di melanzane passata incurante nella mia cucina nel bel mezzo di un momento di frenesia destrutturante... piatto tipico della tradizione gastronomica dell'Italia meridionale, si presenta, di regola (ahah!), come uno sformato in cui melanzane fritte si alternano a strati di parmigiano, pomodoro e basilico... ebbene, io ho "moussificato" tutto facendone un delizioso ed originale appetizer! Da servire assolutamente in bicchierotti da vodka, quelli stretti e lunghi, perchè deve rimanere giusto un assaggio!
..inoltre scopro che il mio bicchierotto secondo il celebre Devoto-Oli è una parmigiana a tutti gli effetti, infatti lui dice " cucinare alla maniera dei Parmigiani, ovverosia degli abitanti della città di Parma, vuol dire cucinare vegetali a strati"... perfetto! In ordine ho messo uno strato di melanzane, uno strato di pomodori, uno di parmigiano ed infine uno straterello di basilico!
La preparazione richiede gli stessi ingredienti di una semplice parmigiana di melanzane, nelle quantità che desiderate... esattamente ho cucinato le melanzane in forno, con tutta la buccia, per 40-45 min a 200°, poi ho passato la loro polpa al mixer con un filo d'olio, sale, pepe e basilico; lo strato rosso va fatto con dei pomodorini, appassiti in padella su un soffritto d'aglio (poi da eliminare!), passati al passaverdure, poi nuovamente sul fuoco per ottenere un sugo più "stretto"( infine va aggiustato con un pizzico sale, una puntina di fruttosio, pepe e per ogni 200 gr di pomodorini, con un quarto di foglio di colla di pesce, prima ammorbidita in acqua fredda). Per lo strato al parmigiano usa una noce di burro/ 200ml panna liquida o da cucina/100gr di parmigiano grattugiato/20 gr di burro/ 1 tuorlo/ sale e procedi così: mescola con una frusta in un tegame la panna, il tuorlo e il parmigiano fino ad ottenere un composto omogeneo, poni il tegame sul fuoco, aggiungi il burro e mescola di continuo fino a quando il composto si sarà sciolto. Per lo strato al basilico infine prepara un pesto leggero, di solo basilico, olio, sale e pepe. Componi il bicchierotto con l'aiuto di un sac à poche... e conserva almeno per una decina di minuti in frigo prima di servire

19 maggio, 2008

Gnocchi di fave fresche su fonduta di pecorino

... abbinamento più che scontato... fave e pecorino è un must! Inoltre il piatto è anche molto semplice da eseguire e bello visivamente! ..certo le fave non sono più buonissime come il mese scorso... immagino come sarebbero venuti questi gnocchi con delle favette freschissime...! Conserviamo la ricetta per la prossima buona occasione, perchè merita! Il pecorino che vi consiglio è quello non troppo stagionato, altrimenti il suo gusto coprirà tutto il resto... la parte più noiosa è sicuramente sbucciare le fave e privarle di tutte le pellicine, ma resta un passaggio fondamentale per evitare un fastidioso amarognolo di fondo... destrutturare e ricomporre, condimenti sotto anzichè sopra, variazioni di consistenze su abbinamenti scontati...mi piace!
Ingredienti: per 4 persone, 600 gr di fave sgranate e private della pellicina esterna (considerate che con 1 kg ne otterrete più o meno 300 gr pulite)/250 gr di patate lesse/ 230 gr di farina / un paio di cucchiaiate di grana grattugiato/ 6 foglioline di menta/ sale & pepe; per la fonduta; 150gr di panna fresca liquida/ 100 gr di pecorino non troppo stagionato/ 20 gr di burro/ 1 tuorlo/ sale.
Lessa le patate con la buccia, non aggiungere sale, scola e passa con lo schiacciapatate. Lessa le fave sgranate e private della buccia in acqua bollente salata, per 15 minuti circa; poi passa le fave al mixer, aggiungendo 5-6 foglioline di menta. Unisci in una ciotola, purè di patate, fave, farina, pepe e un pizzico di sale; amalgama bene gli ingredienti (aggiungi dell'altra farina se necessario) e poi poni in composto in una tasca da pasticciere e ottieni gnocchetti della stessa misura (lasciali cadere in un piano infarinato e cospargili via via con altra farina). Per la fonduta, mescola con una frusta in un tegame la panna, il tuorlo e il parmigiano fino ad ottenere un composto omogeneo, poni il tegame sul fuoco, aggiungi il burro e mescola di continuo fino a quando il composto si sarà sciolto. Lessa in abbondante acqua bollente salata gli gnocchi, quando veranno a galla saranno pronti; poni sul fondo del piatto un paio di cucchiaite di fonduta, gli gnocchi e una spolveratina di pepe.

10 maggio, 2008

Taboulè per il porta-party!

Questo è un post in fieri! Per il porta-party di stasera sto preparando il mio taboulè! Semplice e di sicuro successo, indicatissimo per una cena in piedi! Possiamo prepararlo con un giorno di anticipo e una volta pronto, ammesso che ne rimanga, potrete tranquillamente conservarlo in frigo per due-tre giorni! Io uso il cous-cous precotto, non saprei da dove cominciare partendo dalla materia prima! Per quello ci vogliono dei trapanesi doc! Ho trovato comunque un ottimo cous-cous precotto, assolutamente insostituibile a mio avviso, che vi consiglio: "Ferrero".
Intanto ecco come preparo la base:
· Porta a bollore l’acqua (1 bicchiere per ogni bicchiere di couscous) con una presa di sale · Unisci 1 cucchiaio di olio d’oliva · Metti il couscous precotto in una ciotola · Versate l’acqua bollente, poco alla volta, mescolando con una forchetta · Lascia riposare 10 minuti · Mescola bene per separare i granelli · Condisci la semola con circa 3 cucchiai di olio per ogni bicchiere (aggiungi l’olio in più riprese, lasciando riposare la semola tra un’aggiunta e l’altra e sollevala bene con 2 forchette x eliminare eventuali grumi) · Unisci il succo di limone (circa ½ limone x ogni bicchiere), le foglie tritate di menta, sale e pepe
poi va condito...

...adesso c'è la fase del tagliuzzamento! ufff! taglia pomodorini, peperone rosso e giallo a crudo, un grosso mazzo di basilico, una bella cipolla rossa di tropea e aggiungi tutto nel taboulè... e ne passa di tempo... (inizia dai pomodorini -molti pomodorini!- e lasciali sgocciolare intanto che affetti il resto; il peperone a listarelle sottilissime, la cipolla in una piccola dadolata! segreto: quanto più piccolo e sottile tagli tanto più sarà buono!! ehehe... e ne passa di tempo... consiglio: metti un pò di musica!). Aggiustate di sale e aggiungente un filo d'olio...

... per finire, 3 aggiunte: scamorza affumicata a cubetti, melanzane fritte a cubetti (prima di friggerle tenetele, già ridotte a cubetti, in acqua salata per una decina di minuti; poi asciugatele, ed infine friggetele in abbondante olio evo bollente), zucchine grigliate a striscioline... ecco come rendere ipercalorico anche un taboulè! ma anche buonissimo!

Qui occorre precisare una cosa che ho appena appreso: per essere precisi il taboulè è un piatto dell'Asia occidentale e del Nordamerica che si prepara con il grano duro spezzato precotto (ovvero il burghul), condito con cipolla, aglio, prezzemolo, menta, succo di limone e olio (a volte anche pomodoro fresco). Non si deve confondere (opssss!!) con il cuscus, che invece è la semola di grano in forma di minuscole palline tipiche del Nordafrica. Dunque chiamare questo piatto taboulè è un errore... è invece un'insalata di cous-cous!

27 aprile, 2008

Soufflè di asparagi

Ragazzi questo è il mio primo soufflè! ...molto buono! un ottimo antipasto o in sostituzione di un secondo accompagnato da una fresca insalatina...
Ho capito che la cosa fondamentale non sono gli ingredienti, il vostro immenso amore nel preparare la ricetta o altre fortunate congiunzioni astrali, bensì IL FOOOORNO! Ora che possiedo un Signor-Forno non mi fregano più! Quindi che dire? Se nn avete un forno serio è meglio lasciar perdere! Questo delizioso verde soufflè è stato selezionato da me per voi dal volume di Aprile di Sale e Pepe (per chi lo avesse può andare direttamente a pag 44!) ... in anteprima vi dico che tra poco farò pure quello di pag 42! Ma poichè nn tutti avranno preso S&P scriverò la ricetta:
Ingredienti: per la besciamella, 30 gr farina/200 ml di latte/ per il resto, 180 gr di asparagi mondati/3 tuorli/ 4 albumi/ 20 gr di parmigiano reggiano grattugiato/ 50 gr di speck in una sola fetta/ 1 porro/ una noce di burro/ sale
Pulite gli asparagi, eliminando la parte finale legnosa e raschiando un pò del gambo con un pelapatate. Lessateli per 5 minuti. Poi frullateli con un mixer, salate con un pizzico di sale. A parte in una padella antiaderente fate rosolare in una noce di burro il porro a rondelle e il prosciutto a dadini. Preparare la besciamella (burro e farina in una casseruola, poi latte tiepido a filo, a fuoco lento per circa 5 minuti). Unite la crema di asparagi, la besciamella e il parmigiano grattugiato. Sbattete brevemente i tuorli con un pizzico di sale e incorporateli al composto di asparagi; montate a neve fermissima gli albumi con un pizzico di sale ed incorporateli poco per volta e delicatamente al composto. Imburrate degli stampini da soufflè (6-7 stampini singoli o uno da un litro) e mettete sul fondo una cucchiaiata di speck e porri, sopra il composto (non andate oltre 2/3 degli stampini!). Ponete in forno preriscaldato a 180° per 30 minuti... vi scoppiasse anche la casa, non vi azzardate ad aprirlo prima del tempo! (vi consiglio per i primi 5 minuti funzione ad una resistenza in alto ventilato, poi solo ventilato!)

26 aprile, 2008

Rotolo ai semi di papavero, con ananas e menta

Questo semplice dolce trova ispirazione nel solito libriccino della Bibliotheca Culinaria intitolato "Rotoli Dolci"(per la verità un pò rivisto nella crema, che io ho fatto identica a quella che uso nel tiramisù). Si tratta di un dolce perfetto per chi nn ha il tempo di organizzare un'intera cena in un mezzo pomeriggio perchè va preparato rigorosamente con un giorno di anticipo! eheh! Richiede una notte di riposo in frigo per diventare solido al punto giusto! Il dolcetto in sè non è da strapparsi le papille gustative, tuttavia rimane un originale chiudi-pasto! E poi se qualcuno si trovasse come me un ananas in più è un'ottima soluzione! Inoltre l'incontro inaspettato con il semino di papavero è piuttosto interessante...:) Premetto: tutto ciò che dirò è "molto più semplice a farsi che a scriversi"!!!
Ingredienti: per il Pan di Spagna, 4 uova/120gr di zucchero/120 gr di farina/ 1 cucchiaio di semi di papavero/ 1 pizzico di sale; per la crema, 250 di formaggio fresco (io ho usato mascarpone)/ 3 uova/ 50 gr di zucchero/la scorza di un limone nn trattato/un pizzico di sale/ 1 ananas/ qualche fogliolina di menta fresca

Per il Pan di Spagna, preriscalda il forno a 180° (usa la modalità con entrambe le resistenze accese). Separa tuorli e albumi. Sbatti i tuorli con lo zucchero, fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Setaccia poco per volta la farina e incorporala usando un cucchiaio di legno. A parte monta gli albumi a neve con un pizzico di sale, poi incorpora in due tempi al composto con i tuorli. Aggiungi i semi di papavero. Versa il composto in una teglia rettangolare di circa 27X34 (distribuendosi spontaneamente su questa superficie lo spessore sarà perfetto!) rivestita da carta da forno. Fai cuocere in forno per 12-15 minuti. Intanto inumidisci un canovaccio e ponilo su un piano da lavoro. Soprattutto questa parte che riguarda arrotolamenti e srotolamenti vari è molto più difficile a dirsi che a farsi: stendi il Pan di Spagna con il suo foglio di cottura sul canovaccio umido e coprilo con un altro foglio di carta da forno, a questo punto arrotola canovaccio-pan di spagna - carta da forno, lascia riposare per circa 10 minuti; srotola; arrotola solo il Pan di Spagna staccandolo poco per volta dal foglio di cottura. Srotola di nuovo in una gratella e lascia raffreddare.
Per la crema: separa tuorli e albumi. Sbatti i tuorli con lo zucchero, la scorza di limone grattugiata; incorpora il mascarpone e mescola fino ad ottenere una crema omogenea; monta a neve ben ferma gli albumi con un pizzico di sale, poi aggiungi al composto con i tuorli. Taglia la polpa dell'ananas a cubettini (io suggerisco di mettere i cubetti in forno a 150° per 5 minuti); aggiungi metà dei cubetti nella crema, un pizzico di vaniglia e 3-4 foglioline di menta fresca tagliata a striscioline. Stendi sul Pan di Spagna la crema, infine distribuisci l'altra metà dei cubetti in superficie prima di arrotolare. Arrotola il dolce e avvolgi saldamente con più fogli di pellicola. Tieni una notte il frigo.
..dimenticavo, da un rotolo si ottengono almeno 8 fette!